Cadeo: il castello di Tornora…. quando c’era.

castello di tornora nel 1965/67 (clic per ingrandire) foto 1

Quando, nel 1967,  Sarafino Maggi e Carmen Artocchini pubblicarono l’opera monumentale “I Castelli dei Piacentino nella storia e nella leggenda” il castello di cui vi daremo notizie esisteva ancora e la sua conservazione  era accettabile (foto 1, 2 di Maggi e Artocchini).

Sono passati 45 anni e di Tornora è rimasto solo quello che in minima parte vi mostriamo (foto 3,4, 5, 6 Valdarda’s blog).

Il luogo ove sorge tale castello è in comune di Cadeo, dalle parti di Saliceto, poco distante da Chiavenna Landi e la sua origine è ignota. Nel 1466 apparteneva alla signoria degli Sforza che, dopo soli 10 anni, l’assegnarono, come anche Saliceto, alla nobile famiglia dei Visconti i cui discendenti ne mantennero a lungo le prerogative feudali (fino al 1700 circa).

Il “palazzo” di Saliceto (¹), com’era definito negli estimi del periodo 1558-1576 il castello di Tornora , sarebbe stato costruito sulle mura di un preesistente fortilizio.

castello di tornora, portale ingresso (foto 2)

Da sempre ritenute, quelle poste a nord della strada romea (la via Emilia) nel comunello di Saliceto del comune di Ca’ Deo,  “terre feracissime” si andarono a caratterizzare la realizzazione medievale di fattorie e monasteri  fortificati tra cui lo erano anche Selvareggia, Marubbia, Zamberto e…Tornora.

Tornora-Casati giace sulla riva sinistra della Chiavenna, quasi in mezzo ai due comunelli Saliceto e Riglio ¹ (poco distante da Chiavenna Landi).

tornora 2012 (foto 3)

Nel 1835 Cadeo era il capoluogo del comune che si estendeva su una superfice di 3840 ettari circa di ottime terre pianeggianti e attraversate da numerosi corsi d’acqua, con la presenza di numerosissime risorgive,  e comprendeva i comunelli e parracchie di Fontanafredda, Ricetto, Roncaglia-Seccamelica, Tornora-Casati, Riglio, Saliceto in parte e Cadeo medesima ³.

tornora 2012 (foto 4)

Dunque Tornora, di origini veramente antiche, divenuta prima “fattoria-convento fortificato”…poi “palazzo” signorile di Saliceto,  nel 1835 era ancora molto importante.

Ubicato, tale comunello, nel comune di Cadeo alla sua estremità nord, passò per un certo periodo a Cortemaggiore (?) insieme ad altre località minori della zona come lo dimostrerebbe la carta corografica  della prov. di Piacenza del 1889 redatta dall’ing. Guglielmo della Cella ³ª.

tornora 2012 (foto 5)
tornora 2012 (foto 6)

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

¹)SERAFINO MAGGI-CARMEN ARTOCCHINI: i castelli del piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza,  utep,  1967

²)GIANFRANCO SCOGNAMIGLIO-GINO MACELLARI: Valdarda e valchero, Piacenza, stp, 1975

³)ATTILIO ZUCCAGNI-ORLANDINI: corografia fisica, storica e statistica dei ducati di Parma, Piacenza e Guastalla in corografia fisica, storica e statistica dell’Italia corredata di un atlante, di mappe geografiche e topografiche, volume VIII°, parte IV^ Firenze, 1835

³ª)GUGLIELMO DELLA CELLA: vocabolario geografico-geologico storico della provincia di Piacenza….., Piacenza, tip.lit. f.lli Bertola, 1890

NOTE

¹-salseto era di probabile origine romana

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