giovani in valdarda

COME SI TRATTASSE DI UN VERO BLOG, PARLEREMO ANCORA DEI GIOVANI DELLA VALDARDA! SI PERCHE’ NE PARLIAMO GIA’ DIFFUSAMENTE PARLANDO DI CASTELLO CHE HA UNA GIUNTA GIOVANE COME CADEO E FIORENZUOLA….

IN QUESTA PAGINA PERO’ …..

Gestiremo la pagina con i commenti di chi vorrà intervenire, dire la sua , dissentire, proporre, far conoscere…..inviare foto…inviti, ecc…ecc…

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La pagina (e le eventuali pagine “figlie” che troverete nel banner laterale destro del blog) conterrà poco testo ma solo un breve riassunto del tema trattato, una piccola foto-icona  e il rinvio ad un link.

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Laureato in via d'estinzione

VALDARDA: GIOVANI ALLA VIGILIA DI PASQUA....( RICEVUTO DA D.D. IL 7 APPRILE 2012)

Il titolo del post voleva forse essere.. “ Valdarda: dialoghi surreali, ma non troppo, tra giovani in difficoltà…”

Alla vigilia di Pasqua capita di fare il giro di telefonate con parenti e amici più…..amici.

L’occasione è anche un pretesto per cercare di capire come sta la persona con la quale si sta parlando…( PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI! )

 

 

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GIOVANI BAMBOCCIONI PER FORZA O PER PASSIONE? (2-11-2011)

Circa il 50% dei giovani in età compresa tra 25 e 35 anni vive con i genitori. In Europa siamo tra i primi con Grecia, Slovenia, Romania, Malta e Slovacchia.

Molto distaccati dal nostro “primato” Germania con il 19%, Francia con il 13%, Svezia con il 4% … Sicuramente si tratta di fattori culturali ma non è tutto qui .. ( PER LEGGERE CLICCA QUI! )

laureato in via di estinzione

LAUREATI DISOCCUPATI E MALTRATTATI! (10-11-2011)

1)   Fra i 27 paesi della UE, l’Italia è penultima per quanto riguarda il finanziamento pubblico all’istruzione universitaria.

2)   Nel settore strategico della ricerca & sviluppo l’Italia ha destinato nel 2007 l’1,2% del PIL, ultimo fra i paesi dell’OCSE.

3)   Le pubblicazioni dei ricercatori italiani – per quantità e qualità –  sono classificate fra ……….

( PER LEGGERE CLICCA QUI! )

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RICEVIAMO DA  UN AMICO CHE IN PRECEDENZA DI HA INVIATO ANCHE “LAUREATI DISOCCUPATI E MALTRATTATI UN ARTICOLO CHE PUBBLICHIAMO (16-01-2012)

” IL MONDO NON SI CAMBIA IN DISCOTECA O…..” di D.D.

Poveri noi in questi giorni ancor più derelitti in un mondo annegato nello spread, negli indici della borsa e nel rating negativo dei “santoni-ciarlatani” amici dei banchieri del pianeta e basta!!!!!!

Una civiltà moribonda, basata sul solo capitalismo finanziario, senza etica, incattivita dalla mancanza di artificiosa crescita degli indici borsisti e del PIL, spara sentenze di morte a destra e a sinistra.

Non ne posso più di veder gente costernata, impaurita come fosse in guerra. Di gente che in-segue tutti i telegiornali con la speranza di cogliere un segno positivo che non arriva ancora…

Telegiornali e giornali pieni di “sapientoni” che dispensano ricette…come sempre! Ricette che hanno in sbagliato negli ultimi 30 anni: la Parmalat andava benissimo e invece…, il capitalismo era solido e invece…; L’Italia non c’era crisi, tutti allegri e ciacoloni e invece…. è successo tutto il contrario! Tromboni e megafoni di burattinai che cercano di salvare solo se stessi!

E allora in nome di che cosa si debbono fare sacrifici? Perché dobbiamo rinunciare ad andare in pensione dopo 40 anni di lavoro e di contributi regolarmente versati? Per comprare i caccia nuovi dell’esercito? Per permettere che i soliti “ricconi” ci sfottano quando vanno in vacanza senza scontrino a Cortina o a Portofino? Per mantenere i privilegi dei “castaioli” della politica? Per i loro buoni esempi? Per le connivenze con le mafie?

Meglio parlare d’altro, altrimenti si muore! Meglio pensare che non moriremo se il BTP decennale, o quello che volete voi, avrà un interesse di 6,5 o 7% (abbiamo sopportato ben di peggio!…ricordate l’inflazione al 18%, le domeniche a piedi per l’austerità degli anni ’70? Nessuno è morto!).

Non si crea sviluppo facendo restare al lavoro i vecchi! Non si crea sviluppo se i giovani non lavorano!

Questo modello di sviluppo che tentano di rianimare è morto!

E’ morto quando si è rinunciato a considerare importante l’agricoltura tradizionale italiana fatta da tante piccole e medie aziende che sono state la spina dorsale della rinascita del dopoguerra.

E’ morto quando si è rinunciato a considerare importante la conservazione dell’ambiente e si è perpetrato il più grande sacco di paesaggi, colline, montagne, spiagge; costruito nell’alveo di fiumi e torrenti con le note e triati conseguenze che ben conosciamo.

E’ morto quando si è rinunciato a considerare importante uno dei pochi veri giacimenti di “oro nero” nazionale: i beni artistici e culturali che ora sono allo sfascio totale. I nostri antichi padri ci han lasciato un patrimonio che stiamo distruggendo!

Per uscire da questa situazione incresciosa occorre cambiare partendo dal semplice che solo i giovani rappresentano; i giovani che non possono delegare ai vecchi il loro futuro; i giovani che non possono appiattirsi sulle vecchie idee della politica…..tutta vecchia!  Perché il nuovo sono i giovani!

Ma il mondo non si cambia in discoteca, nei pub o attaccati alla gonna della mamma!

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